Era
il primo novembre del 1823. Un tipico pomeriggio invernale nella cittadina
di rugby, nel Warwickshire.Il cielo era grigio,la luce fioca e i ragazzi
della Public School erano pronti a darsi battaglia in una delle tante
sfide interclasse di Big Side ( cosi chiamavano il football in questa
zona). Mentre se le davano di santa ragione in una delle frequentissime
mischie,tipiche di ogni partita che si rispetti,un ragazzo di 16 anni
restava in disparte. Lui non era portato per i giochi di squadra. Dopo 7
anni ancora non era riuscito ad integrarsi con i ragazzi della sua città.
Orfano originario de Manchester,si trasferì con la madre all'età di 6
anni,subito dopo la morte del padre,ucciso in una battaglia di Albuera.
Entrò nella scuola nel 1816. Non era benestante e questo,aggiunto al suo
status di immigrato,non lo rendeva molto popolare tra i figli di papà
della Public School di Rugby. Ma sopratutto, William Webb Ellis non
digeriva per niente le imposizioni e le regole.In quel momento,perso nei
suoi pensieri,quel ammasso di cuoio informe gli corse contro,rimbalzando
spasmodicamente. Una luce, un lampo negli occhi,Un lampo di sfida,verso
quei ragazzi boriosi e pieni di sé,con le loro regole precise e fatte su
misura: "Chissenefrega!",pensò William. Afferrò la palla e
corse senza mai voltarsi,il pallone sempre stretto al petto,finche non
arrivò sulla linea di marcatura. Lì deposito finalmente la palla a terra
tra lo stupore ed il risentimento generale. Questa in linea di massima,è
la storia che si sente raccontare quando si vuole sapere l'origine del
Rugby. Una favola bella,fatta di libertà e ribellione,ma purtroppo
probabilmente assai distante dalla verità.Oggi, nel College di Rugby
troneggia la statua di Ellis,con una lastra commemorativa che
recita:"this stone commemorates the exploit of William Webb Ellis who
whith a fine disregard for the rules of football as played in his time
fist took the ball in his arms and ran with it thus originating the
distinctive feature of the rugby game a.d.1823.
Lo sport dei bambini
Rotolarsi
nel fango correre,rincorrere, saltare,spingersi. Attività che tutti i
bambini si divertono un mondo a fare. Tutte attività,però,che fanno
urlare le mamme di ogni Paese e per questo motivo bandite. Tranne che sui
campi da rugby. Già questo basterebbe secondo noi ad insegnare il
rugby ai bambini. Ma non è l'unico motivo per cui l'educazione
rugbistica sarebbe auspicabile. Insieme a questo divertimento il rugby fa
vivere nella pratica ciò che in tanti sport si vive solo in teoria:lealtà,rispetto
educazione,tolleranza e cooperazione. Un ragazzino cresciuto con il rugby
saprà davvero cosa significa ottenere dei risultati con il proprio
impegno. Nessun allenatore gli dirà mai di simulare un fallo in un campo
o di cadere al minimo contatto, perche chi va giù lascia i suoi compagni
con un giocatore in meno a fronteggiare gli avversari. Imparerà così
lealtà e profondo rispetto delle regole. Imparerà che il risultato è lo
sforzo di tutta una squadra e quindi a cooperare,ad aiutare il compagno.
Proprio per questo rifuggirà ogni forma di protagonismo,fuori luogo
in uno sport di squadra degno di questo nome. Lascerà ai compagni
di altri sport il vezzo di comparire,di esibire la propria fede o di
preferire una sceneggiata a un'esultanza spontanea. Imparerà poi
che i risultati costano fatica e per questo apprezzerà anche
l'avversario,riconoscendosi in lui. E capirà presto la cosa più
elementare del mondo: è un gioco e al di là del risultato conta
divertirsi.Non è un caso se la tanto ammirata cultura sportiva
anglosassoni si sia formata proprio sui campi da rugby.
IL RUGBY
Alto
circa 1mt 90 cm del peso di 120 kg. Beve 3 litri di birra al giorno, si è
rotto almeno 15 volte qualche osso, ha circa 50 punti di sutura sparsi per
tutto il corpo. Cattivo, senza paura, che se non trova posto per la sua
auto ne sposta una con la mano destra, mentre con la sinistra regge il
boccale. Questo nell'immaginario è il giocatore di rugby.
1)
quello che veste la maglietta diversa dalla vostra è avversario, non
nemico.
2)
la tua squadra è la tua famiglia
3)
i tuoi compagni di squadra si sacrificheranno per te, tu non far di meno.
4)
non si commentano l'arbitro e le sue scelte, mai
5)
non prendere appuntamento dopo la partita: c'è il terzo tempo!
6)
l' avversario và sempre rispettato.
7)
non negare mai un' applauso a un bel gesto tecnico o sportivo.Non è la
maglia che conta in questo caso, ma lo spirito di gioco.
8)
giocatore di rugby lo sarai per tutta la vita.
9)
il fisico non conta, coraggio carattere e sacrifico conta nel rugby.
10)
il gioco del rugby è uno sport di contattato, no di violenza.
impara
queste regole e rispettale
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